Il resveratrolo è una sostanza che ha attirato molto interesse tra i ricercatori che si occupano di integratori per la prevenzione di patologie o per rallentare l’invecchiamento. Per comprendere perché, occorre capire innanzi tutto cos’è il resveratrolo e a cosa può servire.

Il resveratrolo (3,5,4′ – triidrossistilbene) è un fenolo non flavonoide rinvenuto nella buccia dell’acino d’uva, a cui è attribuita azione anti-teratogena e di fludificazione del sangue, che può limitare l’insorgenza di placche trombotiche.

Il resveratrolo (trans-resveratrolo) è una delle fitoalessine prodotte naturalmente da parecchie piante, in difesa da agenti patogeni quali batteri o funghi.

Il resveratrolo è stato individuato nella ricerca originata per spiegare il perché la popolazione francese, nel Sud della Francia, con alimentazione analoga a quella di alcune regioni degli Stati Uniti, era meno soggetta a problemi medici di natura cardiovascolare.

La spiegazione è stata ricondotta al resveratrolo contenuto nel vino, derivato dal contenuto naturale della pianta di vite (Vitis vinifera) proveniente dalle bucce degli acini. Il resveratrolo non è la sola fitoalessina presente nella vite e nel vino, dove esistono diverse sostanze che sono mobilitate e prodotte dai tessuti per affrontare le infezioni batteriche e da funghi, nel caso della vite soprattutto l’oidio.

Ricerche ulteriori hanno permesso di individuare le parti della pianta che producono maggiori quantità e varietà di fitoalessine (frutti, gemme, radici), ed in quali circostanze. Si è inoltre notato che la quantità varia fortemente in base a varietà di uva, condizione ambientale della pianta, ma soprattutto condizioni di attacco di malattie fungine o batteriche.

Premesso che alcune fitoalessine sono effettivamente risultate attive nella rimozione delle deposizioni aterosclerotiche, le dosi di vino necessarie per una attività sensibile sono di gran lunga superiori alla dose giornaliera di vino sopportabile (occorrerebbe bere oltre quattro litri di vino al giorno, dose che potrebbe ipoteticamente migliorare la circolazione, ma che distruggerebbe le arterie ed il fegato.

nella medicina tradizionale asiatica si utilizza la pianta Polygonum cuspidatum, particolarmente ricca di resveratrolo, per curare i disturbi al cuore e al fegato.

Ricerche ulteriori hanno permesso di individuare in Polygonum cuspidatum (pianta erbaceo-arbustiva tipica di luoghi acquitrinosi e paludosi) quantità notevoli, parecchio superiori a quelle della vite, di resveratrolo e di diverse altre fitoalessine, fatto che indica che la presenza di resveratrolo e di altre alessine non è limitabile al genere “Vitis”.

Una estensione della ricerca ad altre specie diverse dalla V. vinifera ha chiarito che, dal punto di vista agronomico, la produzione di maggiori e diverse quantità di fitoalessine presenti nelle viti americane spiega la loro maggiore resistenza alle infezioni batteriche e soprattutto micotiche (Vitis riparia, Vitis aestivalis, Vitis rotundifolia). Sarà comunque importante conservare naturalmente tutti i suoi componenti attivi: polifenoli, flavonoidi, antocianidine e oligoproantocianidine (OPC). L’estratto d’uva lo si può trovare arricchito con resveratrolo estratto dalla pianta Polygonum cuspidatum.

Resveratrolo come antiaging

Il resveratrolo è una fitoalexina prodotta dalle piante a scopo protettivo. infatti, protegge le stesse dagli insulti ambientali, quali: virus, batteri e funghi, in particolare la Botritis cinerea , raggi UV, stress idrici, ecc.

Esso è utile in diverse patologie dell’uomo; infatti, il resveratrolo ha diverse azioni favorevoli sull’uomo ben documentate, tra le più studiate vi è una potente azione antiossidante, comuni alla classe chimica dei polifenoli cui appartiene. Al resveratrolo gli scienziati attribuiscono potenti attività anti-aging (anti-invecchiamento) che permettono di ritardare l’invecchiamento e l’espressione dei tratti propri dell’invecchiamento nei vertebrati a breve vita. Questa notevole attività biologica si può ricondurre a diversi meccanismi biologici propri del resveratrolo.

Tra le più importanti attività biologiche del resveratrolo, scientificamente provate nella prevenzione dell’invecchiamento (aging), abbiamo le attività:

antiossidante

antinfiammatoria

vaso/endotelio protettivo

sirtuino-stimolante.

Il resveratrolo è particolarmente studiato per la sua l’attività antiaging sul tessuto cutaneo, poiché il tessuto cutaneo rappresenta la prima manifestazione visibile del processo di invecchiamento dell’organismo, per la comparsa di rughe, secchezza cutanea ecc.

Il resveratrolo è efficace nelle patologie cutanee a eziologia multifattoriale, specie se presente una componente infiammatoria, per la sua capacità di inibire la perossidazione lipidica, di chelare gli ioni metallici e di agire come radical scavenger. Inoltre, il resveratrolo è noto essere coinvolto in eventi metabolici cellulari come la sintesi degli eicosanoidi e il metabolismo lipidico ed infine ha dimostrato di avere attività antinfiammatoria, vasorilassante, antiproliferativa e estrogenica.

Antiaging cutaneo

La letteratura scientifica di studi clinici fatti sull’invecchiamento cutaneo con il resveratrolo è veramente imponente, infatti, questi studi si sono interessati al possibile ruolo preventivo dello stesso per azione sullo:

stress ossidativo cutaneo

aumentata produzione di collagenasi o MMP-1 e in generale di Metallo Proteasi di Matrice

azione sui fibroblasti del derma

effetti del fotoaging da UV

effetti ormonali

Recentemente è stata pubblicata una ricerca in cui per la prima volta vengono isolati e riconosciuti dei recettori ai polifenoli nell’epidermide e nel derma. Questa ricerca conferma che la protezione dell’epidermide esercitata dal resveratrolo sembra essere dovuta al legame a questi siti specifici. I meccanismi intracellulari che stanno alla base dell‘effetto protettivo del resveratrolo sono legati alla attività antiossidante, ed anche alla sua azione inibitoria sulla apoptosi e sulla disfunzione mitocondriale conseguente. La somministrazione di resveratrolo a topi per 18 settimane ha ridotto il numero di tumori della pelle di 98%: il resveratrolo uccide le cellule tumorali estrogeno-dipendenti e quelle che mostrano alterazione del gene p53. Questi risultati suggeriscono che il resveratrolo potrebbe ritardare e addirittura impedire il normale svolgimento di invecchiamento della pelle, bloccando gli eventi apoptotici e disfunzioni mitocondriali.

Resveratrolo come antiossidante

”Gli ultimi studi scientifici hanno dimostrato che il resveratrolo inibisce l’aggregazione delle piastrine e la sintesi dei radicali d’ossigeno da parte dei leucociti polimorfonucleati umani, e’ praticamente un antiossidante piu’ potente della vitamina E nel prevenire l’ossidazione della lipoproteina a bassa densita’.

Il resveratrolo svolge anche la sua azione antiossidante per un potenziamento della sintesi del Glutatione. Questo è noto essere il maggior sistema antiossidante degli organismi, essenziale nel mantenimento della bilancia antiossidativa capace anche di svolgere azione detossificante diretta. E attivo contro alcuni radicali liberi.

Il resveratrolo agisce da antiossidante inibendo la perossidazione dei lipidi delle lipoproteine a bassa densità (low–density lipoprotein, LDL), ed anche prevenendo la citotossicità delle LDL ossidate. Esso promuove la produzione di ossido di azoto, che rilassarsi e dilatare le arterie. Riduce i livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue e il fattore intrinseco ipertesi endotheline-1.

Il Resveratrolo è un potente antiossidante, più efficace anche dei flavonoide perché agisce principalmente “a monte” della reazione, rendendo inattivo il rame come catalizzatore, infatti esso è un chelante lo ione rame Cu2+. La notevole capacità chelante del resveratrolo è utile in vivo perché impedirebbe l’elevata propensione delle LDL al legarsi con il rame.

Secondo studi preliminari, resveratrolo protegge il cervello di stress ossidativo sia in solo e in combinazione con altri antiossidanti. E ‘noto che stress ossidativo svolge un ruolo importante nello sviluppo della maggior parte delle malattie neurodegenerative.

Uno studio cinese ha dimostrato che il resveratrolo protegge il midollo spinale infiammazione con un’efficienza paragonabile a quella del farmaco prednisone, ma con un ulteriore protezione antiossidante, dove viene iniettata immediatamente dopo un infortunio.

Il resveratrolo, secondo uno studio condotto presso la Harvard Medical School, attiva un gene per la longevità e possono aumentare la loro aspettativa di vita del 70%! i suoi effetti si verificano come quelli di restrizione calorica (l’unico metodo scientificamente provato per aumentare la longevità), attraverso l’attivazione di geni CRS

Resveratrolo come antinfiammatorio

l’attività antinfiammatoria dimostrata dal resveratrolo che, come l’aspirina, inibisce la formazione nel nostro organismo di una serie di metaboliti, tra cui alcune prostaglandine in grado di stimolare la crescita delle cellule tumorali.

Inoltre, in studi su animale si è visto che il resveratrolo ha azione antinfiammatoria e antitumorale per la capacità di bloccare la produzione della cicloossigenasi–2 (COX-2), l’enzima che trasforma l’acido arachidonico in prostaglandine infiammatorie causa anche di crescita delle cellule tumorali [16]. Diversi studi, inoltre, dimostrano che il resveratrolo inibisce la produzione dell’aggregazione piastrinica inibendo la sintesi degli eicosanoidi .

Il resveratrolo modula alcune proteine che regolano il ciclo cellulare ed e’ un potente induttore apoptosi (morte cellulare naturale) in molte linee cellulare tumorali”.

L’analogia della struttura chimica del resveratrolo con quella di un potente estrogeno sintetico ha suggerito la possibilità che il resveratrolo possa funzionare come antagonista dell’attività ormonale, in particolare nell’impedire l’assorbimento di estrogeni. Dal momento che questi complessi meccanismi sono coinvolti anche nella crescita delle cellule tumorali (per esempio in quelle del tumore al seno), alcune ricerche cercano di capire come sfruttare il resveratrolo come possibile integratore dalla funzione antitumorale. Il resveratrolo ha l’abilità di prevenire il primo evento della catena che si sussegue quando gli estrogeni danno inizio al processo che porta al cancro.

Si pensa che molti tipi di tumore al seno siano innescati da un aumento degli estrogeni, che reagisce con molecole del Dna per formare «addotti del Dna» (un marker biologico ampiamente usato come indicatore di danno genotossico in soggetti esposti a composti cancerogeni e mutageni). Ebbene, si è scoperto che il resveratrolo è in grado di sopprimere la formazione di questi addotti. il resveratrolo induce le cellule a creare un enzima che interferisce con l’effetto che gli estrogeni hanno sul DNA, e questo potrebbe bloccare una serie di cambiamenti cellulari destinati a provocare la formazione del tumore.

Il resveratrolo è stato studiato anche per la possibilità di impedire la trasformazione di alcune sostanze in sostanze cancerogene. Tale effetto però è stato osservato solo in culture di cellule. Alcune ricerche hanno visto inoltre che, aggiungendo resveratrolo a culture di cellule tumorali, la loro crescita è risultata rallentata, come pure la loro capacità di autoalimentarsi tramite l’attività di angiogenesi (creazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore). Uno studio austriaco ha dimostrato che la assunzione di resveratrolo ha portato al blocco dello sviluppo di metastasi ossee in alcuni tipi di tumori. Altri studi hanno dimostrato che si può migliorare, in alcuni casi, i risultati della chemioterapia. A differenza di molti farmaci, resveratrolo non distrugge le cellule sane, ma li protegge.

Perché il resveratrolo possa avere effetto, deve avere una concentrazione nel sangue consigliata di almeno 10 mg/l

Resveratrolo* e Propolis come induttori di necrosi o apoptosi in cellule umane di carcinoma della prostata.

Lo studio ha messo in evidenza che l-uso combinato di resveratrolo e Propolis in confronto con la Navelbina (antiblastico ) ha portato allo stesso risultato. In effetti si è notata l’attività antitumorale del resveratrolo e Propolis estratto, nel cancro prostatico umano, esercitando la loro citotossicità mediante due diversi tipi di morte cellulare: necrosi e apoptosi, rispettivamente.  I dati ottenuti suggeriscono la possibilità di utilizzare tali micronutrienti, sia in alternativa alla classica chemioterapia, e in combinazione con un basso dosaggio di vinorelbina (5 microM).

Il resveratrolo, che è una molecola dalla struttura relativamente semplice, è stato sottoposto a varie prove per valutarne l’efficacia nella chemioprevenzione dei tumori. In tutti gli esperimenti eseguiti, ha fornito segnali positivi, guadagnandosi un posto di riguardo tra le molecole più promettenti su cui, secondo gli autori dello studio, varrà la pena di continuare a fare ricerche.

Grazie alle sue proprietà, infatti, il resveratrolo sembra riuscire a inibire alcuni passaggi chiave nella crescita del tumore. Un effetto complessivo riconducibile non solo alla sua prerogativa di contrastare la cascata biochimica che porta al processo infiammatorio, ma anche alla sua azione inibente la formazione di radicali liberi

Ma non solo. Esso ha anche dimostrato un’importante attività antimutagena nei confronti di cellule trattate con costanze che promuovono la cancerogenesi e, inoltre, sembra, stimolare l’attività di alcuni enzimi (come la chinonreduttasi) utili nello smaltimento di composti potenzialmente cancerogeni.

PRINCIPALI AZIONI DEL RESVERATROLO

Sembra inibire l’insorgenza, la promozione e la progressione di alcuni tipi di cancro (prostata, colon)

Potente azione antiossidante.

Rigenera i livelli del glutatione.

Aumenta i livelli della chinone reduttasi (il fegato utilizza questo enzima per disintossicare i carcinogeni).

Agisce come un fitoestrogeno benefico.

Si è visto che può ridurre l’ossidazione del colesterolo LDL.

Migliora la cicatrizzazione delle ferite.

• Salute del cuore: L’OMS indica che l’attività del resveratrolo sia in grado di ridurre i rischi cardiovascolari del 40%. Il resveratrolo è più efficace della vitamina E, Esso produce una protezione contro una gamma più ampia di radicali liberi. Previene l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL, o colesterolo cattivo). Inibisce l’aggregazione piastrinica bloccando l’azione della trombina e di altri vari fattori aggreganti.

Promuove la produzione di ossido nitrico che rilassa e dilata le arterie.

Riduce il livello dei trigliceridi nel sangue e quello del colesterolo e agisce sull’agente ipertensivo intrinseco endotelina-1.

• Prevenzione del cancro:  uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista Science ha dichiarato che il resveratrolo è in grado di bloccare la proliferazione delle cellule cancerose nel corso di tre importanti stadi di sviluppo.

Uno ricerca ha evidenziato che ai ratti ai quali era stato somministrato resveratrolo per un periodo di 18 mesi hanno mostrato una riduzione del 98% dei tumori della pelle. Un altro studio australiano ha rilevato che il resveratrolo è in grado di prevenire alcuni tipi di cancro generati dalla metastasi ossea. Un ulteriore ricerca ha dimostrato che in alcuni casi il resveratrolo ha migliorato i risultati dellle cure  chemioterapiche. A differenza di altri farmaci, il resveratrolo protegge, invece di distruggerle, le cellule sane.

• Salute del cervello: Esistono alcuni studi preliminari i quali ipotizzano che il resveratrolo , somministrato da solo o in associazione ad altri antiossidanti, protegge il cervello dagli stress di tipo ossidativo. È’ noto che lo stress ossidativo è il responsabile principale della maggior parte delle malattie neurodegenerative.

 

• Infiammazioni: una ricerca proveniente da oltre oceano, precisamente dalla grande Cina ha recentemente costatato  che se immediatamente dopo aver subito una ferita viene iniettato il resveratrolo, questo ha lo stesso effetto prodotto dal prednisone per quanto riguarda la protezione contro le infiammazioni del midollo spinale, con l’aggiunta però di fornire anche una protezione antiossidante. Uno studio condotto sui ratti ai quali era stato precendentemente somministrato resveratrolo per 21 giorni ha mostrato che ha migliorato la prognosi e che ha ridotto gli effetti permanenti della ferita.

• Longevità: Alla Harvard Medical School,in una ricerca il resveratrolo si è visto capace di attivare il gene della longevità in alcuni ceppi di lievito ed estende l’aspettativa di vita del 70%. Lavora nello stesso modo della limitazione calorica (il solo modo scientificamente provato che sia in grado di aumentare la longevità) attivando i geni SIR. Le ricerche più recenti sono state ristrette ai lieviti, alle mosche e ai nematodi ma non vi è nulla che non faccia credere che anche l’uomo possegga questi geni.

Per quanto concerne i meccanismi fisiologici del RESVERATROLO dobbiamo tener conto che questa sostanza naturale tende ad agire non solo come blocco della attività recettoriale ma spesso la sua azione si esplica andando a bloccare le” vie di trasduzione” del segnale recettoriale. Per maggiori dettagli in merito vi invitiamo a consultare le pubblicazioni presenti nel sito www.artoi.it (sez.” EVENTI”) e ricercare la pubblicazione del lavoro “Oncologia integrata” del Dr. Bonucci in ppt.”

 

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